• Kasia Borowczak

Conversazione con Zora dalla Slovacchia

Kasia - Hai detto che essere presente nella malattia di tua madre era molto importante per te e ti ha aiutato a superare la sua morte. Cosa ricordi di questo periodo cos’è stato più importante o più difficile per te?


Zora - Per me la cosa più importante quando qualcuno sta morendo è stare con questa persona. Ovviamente è orribile quando qualcuno muore a causa di una malattia terminale, ma sfortunatamente molto spesso non è possibile cambiare le cose. Ciò su cui si ha il potere di fare qualcosa è stare con questa persona ed aiutarla ad affrontare la malattia. Oltre ad essere la persona più vicina a una persona morente, sei anche una badante, una cuoca, una governante, un’autista e una persona che fondamentalmente si prende cura di tutto - lo chiamerei - l'ultimo extra pacchetto completo di cura, pazienza e amore... A nostra mamma è stato diagnosticato un cancro al pancreas con una prognosi di circa tre mesi di vita. Che shock, vero? Ha vissuto per altri undici mesi. Fino alla fine ho combattuto, ho provato anche opzioni alternative, ma con questo tipo di cancro è come cercare di combattere un mostro... Ricordo bene quando un giorno sono andata con la mamma per un controllo e ho letto tra tante altre cose nel referto che abbiamo ricevuto dopo il consulto "La paziente mette ancora il rossetto". Entrambe abbiamo pensato, che fosse strano e irrilevante includere questa informazione in un rapporto medico e non abbiamo capito che cosa volesse dire. Dopo la sua morte stavo mettendo insieme alcuni pezzi e mi sono resa conto che erano sorpresi che, nonostante il suo stato critico, si stesse ancora prendendo cura di se stessa. La cosa più difficile per me è stata probabilmente vederla così debole e magra ma d'altra parte sono davvero felice di essere potuta stare con lei, visto che in quel momento mi trovavo nel nostro paese e non avevo altri impegni.


Kasia - La scorsa settimana tua madre avrebbe compiuto 70 anni. Potresti raccontarmi come hai passato quella giornata e come ti sei sentita a festeggiare il suo compleanno?


Zora - Allora, ho deciso di fare un biglietto commemorativo colorato per lei e l'ho pubblicato su Facebook. Ho scritto: "Cara mamma, oggi è il tuo grande giorno, festeggiamo i tuoi 70 anni con te nel giardino dei cieli". Molte persone sanno che siamo di tre gemelli non identici, perché ho altri due fratelli e che mia madre era una persona molto forte perché non era facile prendersi cura di tre bambini contemporaneamente. Il messaggio che volevo dare alla mia famiglia e ai miei amici era "Festeggiamo tutti in paradiso, beviamo e divertiamoci perché è il grande giorno di mia madre". Quel giorno ho parlato con la mia famiglia e gli amici chiedendomi come sarebbe stata ora a 70 anni e quali sarebbero stati i suoi piani perché immagino che sarebbe già stata in pensione trascorrendo molto tempo nel nostro cottage. È stata una bella giornata e sono contenta di aver preparato quel biglietto per lei.


Kasia - Mi fa piacere sapere che tu abbia celebrato e condiviso di quel giorno con altre persone. Era la prima volta che facevi qualcosa del genere per il suo compleanno?


Zora - Prima inviavo un'e-mail ad alcuni membri della mia famiglia e dei miei amici il giorno del suo compleanno con alcune sue foto allegate. Ma quest'anno volevo fare qualcosa di speciale perché sarebbe stato un compleanno importante.


Kasia - Cosa hai imparato dall'esperienza di perdere tua madre e in che modo questa perdita ha influenzato il tuo atteggiamento nei confronti della vita? Sei molto positiva e piena di energia, quindi mi chiedo se sei sempre stata così.


Zora - Penso di essermi sempre approcciata alla vita prendendo in considerazione tutti i suoi aspetti sia negativi che positivi anche prima della morte di nostra mamma. Ma sono rimasta completamente scioccata, tutti lo siamo stati, quando abbiamo scoperto che le era stato diagnosticato un cancro. Era una donna molto bella, si prendeva cura di se stessa e conduceva uno stile di vita sano. Quindi, quando ho sentito che aveva il cancro, l'ho preso come un dato di fatto e ho deciso di combatterlo. Ad essere onesti, non pensavo che sarebbe morta. Pensavo avremmo vinto. Sono rimasta scioccata un giorno mentre uscivo dall'ospedale dopo aver trascorso una giornata davvero incantevole con mia madre e ho ricevuto una telefonata da mia zia che ha detto: “Sono preoccupata per te perché ti comporti come tua madre stesse bene. Entrambi i miei genitori sono morti a di cancro e non voglio che tu subisca uno shock, ma sembra che tua madre potrebbe avere ancora solo pochi giorni di vita”. Quando ho sentito questo discorso mi sono arrabbiata moltissimo con mia zia ed ho persino pianto.


Kasia - Quanti giorni dopo è morta?


Zora - Non ricordo esattamente. Forse 2 o 3 settimane dopo. Ma ad essere onesta ora so che aveva buone intenzioni. Voleva prepararmi al peggio. Apprezzo molto quando le persone decidono di dirmi la verità anche quando non è comodo. L'esperienza di attraversare la malattia di mia madre in generale è stata difficile, ma ne ho appreso molto. Ho principalmente imparato a prendermi cura di una persona che sta morendo e sono diventata molto più forte. Dopo la morte di mia madre sono in grado di affrontare le crisi in modo molto più rilassato. In fin dei conti, puoi imparare solo attraverso il dolore, il disagio e i momenti difficili. Prima di tutto fa parte della vita e secondo, solo questi momenti spiacevoli e cupi ti plasmano e ti insegnano ad essere più forte. Non sto dicendo ora che sia un bene che mia madre sia morta. Quello che voglio sottolineare è che mi sento orgogliosa di me stessa per come ho affrontato questa situazione e per tutte le cose che ho imparato da essa.


Kasia - Hai avuto la possibilità di parlare a tua madre del suo atteggiamento nei confronti della morte? Hai detto che non credevi che tua madre sarebbe morta per molto tempo, ma mi chiedo se abbia mai voluto parlarne.


Zora - No, non ne abbiamo parlato affatto perché pensavamo, pensavo, che sarebbe andato tutto bene. Non so perché. .... Adesso mi sto un po’ commuovendo...


Kasia - È bello commuoversi per queste cose. Significa che sono importanti per noi.


Zora - È interessante perché continuavo a pensare che sarebbe sopravvissuta. Forse mi stavo proteggendo in qualche modo per continuare ad andare avanti per lei. Quindi probabilmente era un misto di ingenuità e lotta, ma non ricordo tutto di questo periodo. Mi sono presa cura di nostra madre per undici mesi ed è stato un privilegio essere lì per lei come sua figlia e migliore amica. Penso che non sia la cosa più importante parlare della morte con un essere umano alla fine della sua vita, ma ciò che è cruciale è essere lì prima che arrivi il momento.


Kasia - La scorsa settimana hai detto che oggi avrei potuto chiederti se hai paura di morire. Ne hai?


Zora - Sorprendentemente, no. Se qualcuno mi dicesse che mi rimangono solo 3 mesi, sarei preoccupata di come andranno le cose per i miei fratelli, mio padre, i miei zii e di come risolveranno le cose dopo la mia morte. Certo, se mi dicessero che sto per morire, rimarrei scioccata, cadrei in ginocchio e piangerei, ma non ho paura dell'atto di morire in sé. Ad essere sincera, ho già preparato tutto nel caso dovessi morire. Mio fratello sa cosa fare con tutte le questioni organizzative, ho scritto tutto e ho persino chiesto a uno dei miei amici di aiutarlo in questo. È meglio essere preparati perché non sai mai cosa ti può accadere. Potresti essere giovane, forte e sano e morire domani in un incidente.


Kasia - È fantastico che tu ne sia consapevole. Anche io ho scritto un elenco in cui spiego cosa fare se muoio.


Zora - Preparando questo dai alle persone che ami e che dovranno attraversare la tua morte meno stress e meno lavoro. Dobbiamo essere tutti un po 'più responsabili delle nostre cose anche se non siamo più qui.


Kasia - Puoi dirmi qualcosa del tuo approccio culturale, da slovacca, verso la morte ed il parlarne?


Zora - Ad essere sincera, non sono sicuro di essere in grado di rispondere a questa domanda. Vengo dalla Slovacchia, sono cristiana protestante e mio nonno, da parte di madre, era un prete. Se sei un prete protestante puoi avere moglie e famiglia. Così abbiamo passato tutta la mia infanzia intorno a lui e alla parrocchia. Era un uomo molto istruito, conosceva molte lingue ed era aperto a parlare con me e con i miei fratelli di tutto: la vita, il sesso, la seconda guerra mondiale, la gente che non mangiava per settimane e persino la morte. Ma forse era solo nella mia famiglia. Ricordo bene che non dicevamo mai che era ingiusto quando qualcuno moriva, era semplicemente naturale per noi che le persone morissero anche se può sembrare terribile.


Kasia - Forse per questo il tuo approccio alla morte è così pacato.


Zora - Forse. Alcune persone potrebbero dire che è ingiusto che mia madre sia morta. Era ancora giovane, bella e una così brava persona... A volte troppo brava, ma temo che sia così che funziona la vita.

Ma non cambia il fatto che sia ancora mia madre e ovviamente mi manca moltissimo. Anche se accetto la sua morte, di tanto in tanto mi commuovo ancora.


Kasia - E ti senti a tuo agio a parlare di lei con i tuoi amici?


Zora - Assolutamente. Dico loro in anticipo che potrei commuovermi un po’, perché sai che alcune persone possono trovarsi un po’ a disagio o non sanno come reagire e cosa dire quando la tua voce inizia a tremare o inizi a piangere. Sono una di quelle persone che piange persino dopo aver sentito una buona notizia. Commuoversi è uno dei momenti più belli e liberatori che si possano vivere.


Tradotto dall’Inglese da Federico Pruneti